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Stefano Stizzo
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| Sviluppo del Sé,
vergogna ed inibizione sociale |
| ricerca pilota su un gruppo di
adolescenti romani (psicologia sociale) |
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Le
recenti teorie cognitiviste (vedi Lazarus 1982) mostrano
l’importanza della valutazione cognitiva nel determinare
l’esperienza emozionale.
La vergogna, che è
un’emozione dell’autoconsapevolezza, o meglio dell’etero-autoconsapevolezza,
presuppone un’interazione di tipo valutativo con l’altro
(sia esso reale che interiorizzato). Anche se non
necessariamente per provare vergogna c’è bisogno della
presenza fisica dell’altro, per capire questa emozione
bisogna approcciarla nel contesto dei rapporti
interpersonali e quindi in funzione di un pubblico.
Si può dire che
gli stimoli della vergogna sembrano risiedere nel giudizio
negativo degli altri e in una sensibilità particolare verso
di essi. Spesso comporta una paralisi del soggetto in
situazioni collettive ,una sorta di angoscia o ansia sociale
(legata al sentirsi inferiori e alla scarsa autostima) e che
può risultare da inibitore sociale ad una età in cui essa
non è più ritenuta come fase normale di uno stadio dello
sviluppo del Sè (Erikson E.).
La vergogna è
forse più funzionale al sistema sociale che non al singolo
che la prova, in quanto comporta un adeguamento a norme e
regole. Infatti la vergogna rispetto alle emozioni
considerate primarie ( felicità, rabbia, paura, tristezza
ecc.) che compaiono precocemente senza richiedere
autoconsapevolezza per
essere evocate, compare più tardivamente perché richiede
l’interiorizzazione di norme e valori, chiamandola quindi
emozione dell’autoconsapevolezza o self-conscious
emotions (Lewis M.). Una autoconsapevolezza oggettiva
non compare mai prima dei diciotto mesi.
La vergogna
funziona come una sorta di campanello di allarme che si
attiva quando percepiamo la nostra immagine in pericolo
rispetto a certi parametri.
Gli adolescenti
appaiono più sensibili degli adulti alla vergogna sia di
fronte agli altri che a se stessi, e questo si può
interpretare in vista di una maggiore dipendenza dal gruppo
in quanto specchio della loro immagine. L’elaborazione di
questa vergogna permette all’adolescente di emanciparsi ad
una identità adulta e matura.
Il cristallizzarsi
di forme di vergogna adolescenziali
in soggetti adulti
è indice di un precario sviluppo del Sé e può
comportare notevoli problemi in quelle che sono le attività
di realizzazione sociale.
In una ricerca
pilota condotta nel 1999 e rivolta aduna fascia di soggetti
di età compresa tra i quattordici e i diciannove anni,
reperiti presso due Istituti scolastici statali di Roma,
eterogenei per quanto riguarda la variabile “sesso” e la
variabile “appartenenza socioculturale”, sono stati
somministrati due test sotto forma di questionario.
Il primo elaborato
da due ricercatori americani Watson D. e Friend R. (1969)
rilevante due scale:
Un
secondo test, la Scala Evolutiva Personale (SEP 70)
elaborata sul modello evolutivo di Erikson da Ochse e Plug
(1986) e adattata al contesto italiano da Messana C. e
Scilligo P. nel 1990, rilevante lo sviluppo dell’identità
personale.
Dal calcolo dei coefficienti di correlazione delle scale di
questi test si sono tratte le seguenti considerazioni.
Si è rilevata
un’elevata correlazione (r1: 0.80 per i maschi e r2: 0.72
per le femmine) tra livelli di paura della valutazione
negativa (vergogna) e l’angoscia o ansia che si prova in
situazioni sociali. A livello cognitivo, quest’angoscia
che si prova in situazioni sociali, è un’indice primario
di uno scadente funzionamento del pensiero, di uno stato di
caos interno, paralisi fisica e soprattutto mentale. La
vergogna si esplica fenomenologicamente in uno stato di
allarme ansioso.
E’ stato poi
rilevato come alti punteggi alla Scala Evolutiva Personale
SEP 70, indicanti un inadeguato svilupo della personalità,
sono altamente correlati (r3: 0.74 per i maschi e r4: 0.87
per le femmine) ad alti punteggi nella scala che misura la
vergogna in situazioni sociali (FNE).
Si parte comunque dal presupposto di stare considerando
soggetti adolescenti con uno sviluppo della personalità
ancora instabile, dato il periodo di transizione
di questa fase evolutiva.
Si è potuto
inoltre constatare come effettivamente la media dei punteggi
alla scala di vergogna, riportato dai soggetti maschi ( X:
13.78 ) è nettamente inferiore a quello conseguito dalle
femmine (
X:17.17 ). Questo a mio avviso è conferma del fatto che
persiste una diversa educazione ai comportamenti sociali tra
i due sessi da parte degli educatori (genitori, insegnanti
ecc.), dove comunque è socialmente accettata una più alta
aggressività maschile e una maggiore tendenza
all’imbarazzo da parte delle femmine.
Sia nei maschi che nelle femmine infine si è rilevato una
tendenza all’aumento dei punteggi nella scala di vergogna
all’aumentare del livello socio - culturale di
appartenenza dei soggetti testati. Anche se spesso gli
attacchi all’autostima possono essere più frequenti (in
termini di umiliazioni sociali) a livelli socio-culturali più
bassi, questo risultato può essere interpretato in funzione
del fatto che le aspettative sociali nei confronti di
ragazzi di livello più elevato siano maggiori, quindi
aumenti anche la percezione di una maggiore valutazione
critica dall’esterno
Dott. Stefano Stizzo
Stizzo, S. (2001)
Sviluppo del Sé, vergogna ed inibizione sociale.
SRM Psicologia Rivista (www.psyreview.org).
Roma, 08 gennaio 2001.
Riferimenti
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456
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