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Marco Baranello
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| Apprendimento: Il
condizionamento rispondente (o classico) |
| psicologia generale sperimentale - il
paradigma del condizionamento classico di Pavlov |
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Il condizionamento classico o
condizionamento rispondente, fu elaborato da Pavlov, premio
Nobel nel 1904, attraverso sperimentazioni con cani.
In breve, il ricercatore russo si accorse che i cani
presentavano un aumento di salivazione senza la presenza di
cibo, quando si creavano delle condizioni tipiche che
anticipavano l'arrivo del nutrimento.
Egli provò quindi a definire una situazione di laboratorio
per studiare tale fenomeno.
Quando ad un cane viene presentato del cibo, questi ha una
riflesso automatico di aumento della salivazione. Il cibo
viene definito "stimolo incondizionato" in quanto
è in grado di provocare una risposta automatica ovvero un
"riflesso (o reazione) incondizionato".
Nella sperimentazione di Pavlov, ai cani veniva presentato
uno stimolo neutro artificiale (ad esempio un campanello
oppure una luce), ovvero un stimolo non in grado di produrre
di per sé un aumento della salivazione. Successivamente
alla presentazione di tale stimolo veniva presentato il cibo
(stimolo incondizionato).
Dopo un certo numero di sequenze "stimolo neutro"
- "stimolo incondizionato" (cibo) si verificò nei
cani un aumento di salivazione alla sola presentazione dello
stimolo neutro. Tale stimolo venne definito "stimolo
condizionato" e la risposta da esso provocata
"riflesso condizionato" o "reazione
condizionata".
video
esplicativo
Nella condizione di
laboratorio elaborata da Pavlov, si è visto quindi che due
stimoli contigui producono un fenomeno associativo
attraverso cui uno stimolo prima neutro (ovvero non in grado
di produrre la risposta automatica prodotta dallo stimolo
adeguato) può produrre gli stessi effetti di uno
stimolo incondizionato. Il fenomeno per il quale uno stimolo
neutro diventa "condizionato" ovvero è in grado
da solo di produrre quella che abbiamo definito una
"reazione condizionata" è definito acquisizione.
Un altro importante fenomeno emerso attraverso tali
osservazioni di laboratorio, è quello della generalizzazione
dello stimolo, per il quale stimoli simili per alcune
costanti ma non identici allo stimolo condizionato possono
produrre lo stesso effetto di quest'ultimo. Le somiglianze
tra gli stimoli possono essere di tipo fisico, misurabile, e
allora si parla di generalizzazione primaria oppure
soggettive o legate a differenze individuali ovvero con
similitudini simboliche; in quest'ultimo caso ci si
riferisce ad una generalizzazione secondaria.
Sempre in una situazione sperimentale si è visto come sia
possibile l'estinzione del comportamento appreso
(riflesso condizionato) dopo un certo numero di
presentazioni dello stimolo condizionato non associato alla
presentazione di cibo.
Quando però, dopo l'estinzione, si ripresenta il
nesso associativo tra lo stimolo condizionato e lo stimolo
incondizionato, l'acquisizione della reazione condizionata
(salivazione nel nostro esempio) è molto più rapida
rispetto alla prima volta. Si parla quindi di riacquisizione.
Tale fenomeno dimostra come l'estinzione sia un processo
attivo, in grado di inibire la risposta appresa e non di
eliminarla.
Il paradigma teorico del
condizionamento rispondente (o classico) e lo schema
Stimolo-Risposta (S-R) nasce da studi di laboratorio. I
fenomeni studiati emergono, più complessi, in tutti i
contesti ambientali. Pavlov distingue quindi i
"riflessi condizionati" in riflessi (o
reazioni) acquisiti, cioè legati ad un addestramento
specifico dai riflessi naturali la cui acquisizione
è spontanea ed avviene in contesti meno strutturati.
Dott.
Marco Baranello
Baranello, M. (2002)
Psicologia Sperimentale: l'apprendimento. Il condizionamento
rispondente.
SRM Psicologia Rivista (www.psyreview.org).
Roma, 16 maggio 2002.
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