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Marco Baranello
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| La teoria dello
sviluppo psicosociale di E.H. Erikson |
| psicologia della personalità - le
otto fasi della teoria di Erikson dall'infanzia alla
vecchaia |
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La teoria dello sviluppo di
Erik H. Erikson prevede otto fasi che riguardano l'infanzia,
la fanciullezza, l'adolescenza e l'età adulta fino alla
vecchiaia.
Non esisterebbe, per Erikson, uno schema evolutivo
determinato; ogni individuo ha i propri ritmi in senso
evolutivo e le fasi precedenti non vengono mai abbandonate
ma gradualmente esse si integrano in un "insieme
funzionale".
Andiamo ora a descrivere brevemente le otto fasi dello
sviluppo.
L'infanzia
Prima fase:
orale-sensoriale. Inizia con la nascita ed è imperniata
sull'acquisizione di una fiducia di base e della sua
controparte, la sfiducia di base; entrambe necessarie
ai fini dello sviluppo poiché andranno integrate.
La fiducia di base verrebbe acquisita per mezzo delle
continue esperienze di tipo sensoriale garantite dalla
figura materna.
Le varie frustrazioni, come quella legata a provvisorie
assenze della madre, hanno l'opportunità di essere gestite
proprio grazie all'acquisita fiducia di base.
Ciò che permette la modulazione di fiducia e sfiducia, per
Erikson, è la speranza. Egli la definisce come
"la convinzione permanente della realizzabilità
dei desideri...".
Seconda fase: corrisponde
a quella anale-muscolare dello sviluppo
psico-sessuale. Questa fase è segnata dal controllo
e dalla disciplina. Il bambino apprenderebbe, in
modo graduale, a sottoporre i propri bisogni e desideri al
principio di realtà ed a stemperare il proprio egocentrismo
nella considerazione della presenza degli altri. Nascerebbe
in questa fase una coscienza etica legata soprattutto
al sentimento della vergogna, a sua volta correlato
all'esperienza del controllo degli impulsi. E' in questa
fase che nascono i sensi di autocontrollo, di volontà e di
autonomia.
Terza fase: psicosociale. Corrisponde
alla fase genitale dello sviluppo psico-sessuale.
Autocontrollo, volontà e autonomia si consoliderebbero
integrandosi in un atteggiamento di padronanza delle
situazioni, responsabilità personale ed iniziativa
autonoma.
Emergerebbe in questa fase la virtù definita fermezza di
propositi descritta da Erikson come "...il coraggio
di porsi e di perseguire scopi validi, non inibito dalla
sconfitta delle fantasie infantili, dal senso di colpa e
dalla paura delle punizioni".
L'attività principale del bambino, a questa età, è il
gioco. In esso il bambino sperimenterebbe le proprie capacità
imparando così a conoscere la realtà, attraverso
soprattutto i processi di imitazione ed identificazione con
gli altri.
E' in questa fase che nascerebbe il senso di colpa, a
partire dal riconoscimento che per raggiungere i propri fini
si è utilizzato qualsiasi mezzo, soprattutto quelli
aggressivi.
Quarta fase: corrisponde
al periodo di latenza dello sviluppo psico-sessuale.
Emerge in questa fase il senso di competenza e di
efficacia. Tale sentimento va ad integrarsi con le
acquisizioni precedenti che ripetiamo sono: la speranza, la
volontà e la fermezza di propositi.
In questa fase il bambino inizia ad impegnare le proprie
energie in compiti più maturi, rispetto a quelli
esclusivamente ludici della terza fase. Esempi possono
essere: le attività scolastiche, sportive, artistiche
ovvero impegni che richiedono responsabilità.
Questa fase è un momento piuttosto delicato nello sviluppo
in cui la sicurezza e la padronanza delle proprie capacità
operative, risulta essere premessa per il futuro sviluppo di
una riconosciuta competenza lavorativa. Problematiche in
questa fase potrebbero produrre un sentimento di inferiorità.
In questa importante fase il bambino inizia a ricevere un
tipo di educazione più formale, incomincia ad acquisire una
serie di condotte sociali ed impara a dominare le proprie
reazioni emotive in relazione alla presenza degli altri.
Adolescenza
Quinta fase. Mandato
dell'adolescente è quello di acquisire un senso di identità
che sia stabile ed integrato, rispetto ad uno precedente più
diffuso. Si inizia a prendere consapevolezza dei tratti
della propria individualità, delle proprie preferenze, dei
propri obiettivi e desideri, delle proprie potenzialità ma
anche dei propri limiti.
Questo processo inizierebbe grazie all'identificazione con i
propri pari e con le figure significative che l'adolescente
investe di autorità.
La transizione dall'infanzia all'età adulta è un momento
difficoltoso che vede la coesistenza di due tendenza: una
che spinge verso un mondo adulto, complesso, in buona parte
sconosciuto e per alcuni versi inquietante ed un'altra
dominata dalla riluttanza a lasciare un mondo sicuro,
garantito tipico dell'infanzia.
L'adolescente soffrirebbe di una certa confusione di
identità. La crisi di identità di cui parla
Erikson nascerebbe dal tentativo messo in atto
dall'adolescente di superare la confusione e l'ambivalenza
per lasciare poi spazio alla propria identità, con le
caratteristiche di stabilità, di coerenza e di separatezza
dagli altri.
E' in questa fase che si integrerebbe il senso della fedeltà
ai propri schemi di riferimento (valori e ideologie).
Tipico di questo periodo è l'adesione a forme ideologiche,
l'appartenenza ad un gruppo che confermi l'adeguatezza dei
proprio valori.
Età Adulta (comprende la
vecchiaia)
Sesta fase: inizio
dell'età adulta. Mentre nell'infanzia e nell'adolescenza
l'amore è un bisogno indifferenziato, nell'età adulta la
ricerca di amore e di relazione è di tipo più maturo. In
questa fase le relazioni appaiono come delle scelte di
legare la propria individualità a quella di un'altra
persona. E' l'amore, inteso come impegno nella
relazione, che caratterizza tale fase, quindi la tendenza
affiliativa, intesa come compartecipazione a diverse
attività, oltre l'amore, quali l'amicizia ed il lavoro.
Settima fase: periodo
della generatività. E' in questa fase che si
esplicherebbe la propria capacità produttiva (persino
creativa) nei campi lavorativo, dell'impegno sociale, della
famiglia compresa la nascita dei figli.
Nel caso in cui la possibilità di generare venisse inibita
in nessuno di questi ambiti, c'è il rischio che la
personalità regredisca, sopravvivendo un senso di vuoto, di
impoverimento.
E' la sollecitudine, definita come "la dilatante
preoccupazione per ciò che è stato generato dall'amore,
dalla necessità o dal caso..." e intesa come tendenza
ad occuparsi del proprio simile (cura, assistenza,
allevamento dei figli, trasmissione della cultura, ecc.) la
virtù emergente in questa fase.
Ottava fase:
quest'ultima fase sottende l'idea della personalità come un
processo evolutivo che si protrae fino alla vecchiaia.
Questa fase vede l'integrazione di dimensioni psicologiche
come l'integrità e la disperazione.
In seguito all'essersi occupati delle persone amate e
portato a termine i vari obbiettivi mondani, ecc. arriva il
momento della riflessione sulla propria esistenza.
E' il periodo dell'affermazione della propria individualità
e del proprio stile esistenziale. Sono la diversità ed il
senso di compiutezza i costituenti del patrimonio di ogni
individuo a quest'ultima fase.
Anche la disperazione rispetto alla propria esistenza e alla
vita, di fronte alla realtà della morte, entra a far parte
di questa fase. E' il momento del bilancio, della nostalgia
di eventuali rimpianti.
Affinché questa fase non degeneri in un sentimento di
decadimento è importante integrare la virtù della saggezza.
Questa permette all'individuo di accettare il limite
dell'esistenza. Per Erikson la saggezza è
"...interesse distaccato per la vita in sé, al
cospetto della morte".
Sono stati presentati gli
aspetti "positivi" delle otto fasi dello sviluppo
psicosociale, con il linguaggio volutamente non tecnico
utilizzato da Erikson. Oltre a questi aspetti, per ogni virtù
l'autore propone un aspetto negativo. Lo citeremo brevemente
nella seguente sintesi delle otto fasi.
1. Prima Fase: fiducia
e della sfiducia di base modulate dalla speranza e che si
acquisiscono nel rapporto con il materno costituito sia da
gratificazioni che da frustrazioni. Aspetto negativo:
il rapporto col materno, se deteriorato nel suo aspetto
numinoso, può esprimersi nell'adulto in una forma di
idolatria.
2. Seconda Fase: emerge
la virtù della volontà. E' il periodo in cui si acquisisce
il controllo in relazione al sentimento di vergogna. Aspetto
negativo: la degenerazione di questa fase può portare
al legalismo ovvero la soddisfazione nel punire più
che nel comprendere e compatire.
3. Terza Fase: emerge
la fermezza che si acquisisce in relazione al senso di colpa
per aver utilizzato qualsiasi mezzo (soprattutto aggressività)
per il raggiungimento dei propri scopi. Aspetto negativo:
l'aspetto negativo di questa fase, prevalendo la
drammatizzazione, è costituito dalla finzione,
dall'inscenare nella vita adulta un'identità non propria.
4. Quarta Fase: acquisizione
del senso di competenza e di efficacia. Si apprendono
cerimoniali sociali ed è il periodo dell'educazione formale
(scuola). Aspetto negativo: la controparte negativa
dell'educazione formale può essere un eccessivo formalismo
nell'adulto che potrebbe inibire la spontaneità.
5. Quinta Fase: adolescenza.
Si acquisisce un senso di identità stabile, coerente e
separata dagli altri. Emerge la fiducia nei propri schemi di
riferimento. Aspetto negativo: un esito negativo di
tale fase in cui c'è un bisogno di adesione ideologica, è
il totalitarismo, ovvero il corrispondere in modo esclusivo
e fanatico a ciò che appare ideale.
6. Sesta Fase: inizio
dell'età adulta. Emerge la tendenza affiliativa, intesa
come compartecipazione a diverse attività come il lavoro,
l'amicizia e l'amore. L'amore viene inteso come un impegno
nelle relazioni. Aspetto negativo: risvolto negativo
di questa fase è la creazione di gruppi esclusivi ed
elitari che esprimono una forma di narcisismo comunitario.
7. Settima Fase: periodo
della generatività ovvero dell'esercizio della propria
capacità produttiva. Emerge la sollecitudine come tendenza
ad occuparsi del proprio simile (allevamento dei figli,
trasmissione della cultura, assistenza, sostengo economico,
ecc.). Aspetto negativo: aspetto negativo della
sollecitudine è nell'autoritarismo, in cui ad esempio la
trasmissione della cultura avviene attraverso l'abuso di
potere e non attraverso un uso democratico di tale potere
che favorirebbe un atteggiamento critico e creativo.
8. Ottava Fase: è
il periodo della vecchiaia, del bilancio e delle riflessioni
sull'esistenza. Devono essere integrate le dimensioni
psicologiche dell'integrità e della disperazione. La
disperazione è legata all'inevitabilità della morte. La
virtù che emerge è la saggezza, intesa come interesse
distaccato per la vita in sé al cospetto della morte, e che
rende la vecchiaia più vitale e gioiosa. Aspetto
negativo: si contrappone alla saggezza la supponenza
ovvero la convinzione, poco saggia, di essere davvero saggi.
Dott.
Marco Baranello
Baranello, M. (2002).
La teoria dello sviluppo
psicosociale di E.H. Erikson.
SRM Psicologia Rivista (www.psyreview.org).
Roma, 26 giugno 2002.
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