I quadri con cui può presentarsi un disturbo bipolare
sono molti, in quanto l’alternanza di
episodi
depressivi e maniacali può variare per qualità, per
numero e per intensità; questo ha spinto gli studiosi ad
introdurre il concetto di
spettro bipolare,
inteso come un’ampia gamma di quadri in cui il paziente
affetto da disturbo bipolare "tipico" rappresenta
soltanto la punta di un iceberg. Tra i disturbi
dell'umore, così come definito nel DSM-IV (APA, 1994),
quelli bipolari comprendono il disturbo bipolare I, il
disturbo bipolare II ed il disturbo ciclotimico.
Per una chiara valutazione di questa forma
psicopatologica è necessario definire determinati
episodi di alterazione dell’umore: episodio depressivo
maggiore, episodio maniacale, episodio misto ed episodio
ipomaniacale. Un
episodio non rappresenta di per
sé un disturbo ma l'organizzazione degli episodi, ovvero
di certi quadri sintomatologici, in relazione ad altri
criteri diagnostici, caratterista specifici disturbi. E'
pertanto indispensabile conoscere gli episodi e quindi
procedere con la descrizione dei disturbi clinici
codificati. I quadri clinici indicati sono tratti dal
manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali,
quarta edizione (DSM-IV, APA 1994). Ricordiamo inoltre
che la valutazione diagnostica rappresenta una
delicatissima prestazione clinico-sanitaria che può
essere svolte esclusivamente da professionisti della
salute esperti in materia.
EPISODIO DEPRESSIVO MAGGIOREper la valutazione dell'episodio depressivo
maggiore il clinico dovrà tenere presente che tutti i
criteri (sia di inclusione che di esclusione)
contrassegnati dalle lettere da A ad E devono essere
contemporaneamente presenti.
A) Cinque (o più) dei seguenti sintomi sono stati
contemporaneamente presenti durante un periodo di 2
settimane e rappresentano un cambiamento rispetto al
precedente livello di funzionamento; almeno uno dei
sintomi è costituito da 1) umore depresso o 2) perdita
di interesse o piacere.
Nota Non includere sintomi chiaramente dovuti ad
una condizione medica generale, o deliri o allucinazioni
incongrui all'umore.
- umore depresso per la maggior parte del giorno,
quasi ogni giorno, come riportato dal soggetto (per
es., si sente triste o vuoto) o come osservato dagli
altri (per es., appare lamentoso). Nota Nei bambini
e negli adolescenti l'umore può essere irritabile
- marcata diminuzione di interesse o piacere per
tutte, o quasi tutte, le attività per la maggior
parte del giorno, quasi ogni giorno (come riportato
dal soggetto o come osservato dagli altri)
- significativa perdita di peso, senza essere a
dieta, o aumento di peso (per es., un cambiamento
superiore al 5% del peso corporeo in un mese),
oppure diminuzione o aumento dell'appetito quasi
ogni giorno. Nota Nei bambini, considerare
l'incapacità di raggiungere i normali livelli
ponderali
- insonnia o ipersonnia quasi ogni giorno
- agitazione o rallentamento psicomotorio quasi
ogni giorno (osservabile dagli altri, non
semplicemente sentimenti soggettivi di essere
irrequieto o rallentato)
- faticabilità o mancanza di energia quasi ogni
giorno
- sentimenti di autosvalutazione o di colpa
eccessivi o inappropriati (che possono essere
deliranti), quasi ogni giorno (non semplicemente
autoaccusa o sentimenti di colpa per essere
ammalato)
- ridotta capacità di pensare o di concentrarsi, o
indecisione, quasi ogni giorno (come impressione
soggettiva o osservata dagli altri)
- pensieri ricorrenti di morte (non solo paura di
morire), ricorrente ideazione suicidaria senza un
piano specifico, o un tentativo di suicidio, o
l'ideazione di un piano specifico per commettere
suicidio.
B) I sintomi non soddisfano i criteri per un Episodio
Misto.
C) I sintomi causano disagio clinicamente significativo
o compromissione del funzionamento sociale, lavorativo,
o di altre aree importanti.
D) I sintomi non sono dovuti agli effetti fisiologici
diretti di una sostanza (per es., una droga di abuso, un
medicamento) o di una condizione medica generale (per es.,
ipotiroidismo).
E) I sintomi non sono meglio giustificati da Lutto,
cioè, dopo la perdita di una persona amata, i sintomi
persistono per più di 2 mesi, o sono caratterizzati da
una compromissione funzionale marcata, autosvalutazione
patologica, ideazione suicidaria, sintomi psicotici o
rallentamento psicomotorio.
EPISODIO MANIACALE
per la valutazione dell'episodio maniacale si
ricorda al professionista psicologo che tutti i criteri
(sia di inclusione che di esclusione) contrassegnati
dalle lettere da A ad E devono essere contemporaneamente
presenti.
A) Un periodo definito di umore anormalmente e
persistentemente elevato, espansivo, o irritabile, della
durata di almeno una settimana (o di qualsiasi durata se
è necessaria l'ospedalizzazione).
B) Durante il periodo di alterazione dell'umore, tre (o
più) dei seguenti sintomi sono stati persistenti e
presenti a un livello significativo (quattro se l'umore
è solo irritabile):
- autostima ipertrofica o grandiosità
- diminuito bisogno di sonno (per es., si sente
riposato dopo solo 3 ore di sonno)
- maggiore loquacità del solito, oppure spinta
continua a parlare
- fuga delle idee o esperienza soggettiva che i
pensieri si succedano rapidamente
- distraibilità (cioè, l'attenzione è troppo
facilmente deviata da stimoli esterni non importanti
o non pertinenti)
- aumento dell'attività finalizzata (sociale,
lavorativa, scolastica o sessuale), oppure
agitazione psicomotoria
- eccessivo coinvolgimento in attività ludiche che
hanno un alto potenziale di conseguenze dannose (per
es., eccessi nel comprare, comportamento sessuale
sconveniente, investimenti in affari avventati).
C) I sintomi non soddisfano i criteri per l'Episodio
Misto
D) L'alterazione dell'umore è sufficientemente grave da
causare una marcata compromissione del funzionamento
lavorativo o delle attività sociali abituali o delle
relazioni interpersonali, o da richiedere
l'ospedalizzazione per prevenire danni a sé o agli
altri, oppure sono presenti manifestazioni psicotiche.
E) I sintomi non sono dovuti agli effetti fisiologici
diretti di una sostanza (per es., una droga di abuso, un
farmaco o altro trattamento), o di una condizione medica
generale (per es., ipertiroidismo).
Nota Episodi simil-maniacali chiaramente indotti
da un trattamento somatico antidepressivo (per es.,
farmaci, terapia elettroconvulsivante, light therapy)
non dovrebbero essere considerati per una diagnosi di
Disturbo Bipolare I.
EPISODIO MISTO
per la valutazione dell'episodio misto il clinico
terrà conto del fatto che tutti i criteri (sia di
inclusione che di esclusione) contrassegnati dalle
lettere da A ad C devono essere contemporaneamente
presenti.
A) Risultano soddisfatti i criteri sia per l'Episodio
Maniacale che per l'Episodio Depressivo Maggiore
(eccetto per la durata), quasi ogni giorno, per almeno 1
settimana.
B) L'alterazione dell'umore è sufficientemente grave da
causare una marcata compromissione del funzionamento
lavorativo o delle attività sociali abituali o delle
relazioni interpersonali, o da richiedere
l'ospedalizzazione per prevenire danni a sé o agli
altri, oppure sono presenti manifestazioni psicotiche.
C) I sintomi non sono dovuti agli effetti fisiologici
diretti di una sostanza (per es., una droga di abuso, un
farmaco o un altro trattamento), o di una condizione
medica generale (per es., ipertiroidismo).
Nota Gli episodi simil-misti chiaramente indotti da
un trattamento somatico antidepressivo (per es.,
farmaci, terapia elettroconvulsivante, light therapy)
non dovrebbero essere considerati per una diagnosi di
Disturbo Bipolare I.
EPISODIO IPOMANIACALE
In questo episodio i sintomi sono identici a quelli
dell’ episodio maniacale, da cui tuttavia si differenzia
per la durata (l’alterazione dell’umore ha una durata
ininterrotta di almeno quattro giorni), per la gravità
(l’ episodio non è abbastanza grave da provocare una
marcata compromissione in ambito lavorativo o sociale, o
da richiedere l'ospedalizzazione), e per l’assenza di
manifestazioni psicotiche (deliri e allucinazioni).
DISTURBO
BIPOLARE I
CRITERI DIAGNOSTICI (DSM-IV, 1994)
La caratteristica essenziale del disturbo bipolare I è la presenza
di uno o più Episodi Maniacali o Misti, solitamente
accompagnati da Episodi Depressivi Maggiori.
Gli episodi di Disturbo dell´Umore Indotto da Sostanze o
di Disturbo dell´Umore Dovuto ad una Condizione Medica
Generale , non devono essere presi in considerazione per
la diagnosi di Disturbo Bipolare I.
Gli episodi, inoltre, non devono essere meglio spiegati
da un Disturbo Schizoaffettivo né devono essere
sovrapposti a Schizofrenia, Disturbo Schizofreniforme,
Disturbo Delirante o Disturbo Psicotico non Altrimenti
Specificato.
Il Disturbo Bipolare I è subclassificato a seconda che
gli individui presentino un primo episodio (Episodio
Maniacale Singolo) o che il disturbo sia ricorrente. La
ricorrenza è indicata da un passaggio di polarità
dell'episodio, o da un intervallo di almeno 2 mesi senza
sintomi maniacali tra gli episodi. Per i Disturbi
Bipolari I ricorrenti, può essere specificata la natura
dell'episodio attuale (o più recente), differenziando
così cinque combinazioni di criteri diagnostici: più
recente episodio ipomaniacale, più recente episodio
maniacale, più recente episodio misto, più recente
episodio depressivo, più recente episodio non
specificato.
Nel disturbo bipolare I, episodio maniacale singolo, deve esserci un
solo Episodio Maniacale e nessun precedente Episodio
Depressivo Maggiore.
Dell'episodio attuale o più recente, il clinico
codificherà anche lo stato come: lieve, moderato, grave
senza manifestazioni psicotiche; o grave con
manifestazioni psicotiche; o infine in remissione
(parziale o completa).
Bisogna infine specificare se l’episodio sia misto, nel
caso in cui i sintomi soddisfino i criteri, e se siano
presenti manifestazioni catatoniche e ad esordio nel
postpartum.
Nel disturbo bipolare I, più recente episodio ipomaniacale, deve
esserci o esserci stato recentemente un episodio
ipomaniacale, preceduto da almeno un episodio maniacale
o un episodio misto.
Bisognerà inoltre specificare il decorso longitudinale
(con o senza recupero interepisodico), ad andamento
stagionale o a cicli rapidi.
Nel disturbo bipolare I, più recente episodio maniacale, attualmente (o
recentemente) è presente un episodio maniacale, e in
precedenza deve esserci stato almeno un episodio
depressivo maggiore, un episodio maniacale o un episodio
misto.
Il clinico dovrà codificare lo stato dell'episodio
attuale o più recente come per l’episodio singolo e
specificare (per l'episodio attuale o più recente) se è
con manifestazioni catatoniche e ad esordio nel
postpartum, il decorso longitudinale, ad andamento
stagionale o a cicli rapidi.
Nel disturbo bipolare I, più recente episodio misto, è in atto, o lo è
stato recentemente, un episodio misto, preceduto da
almeno un episodio depressivo, un episodio maniacale o
un episodio misto.
Nella codifica si specifica: la gravità, la presenza o
meno di manifestazioni psicotiche, lo stato di eventuale
remissione, e il tipo di decorso longitudinale.
Nel disturbo bipolare I, più recente episodio depressivo, attualmente
(o recentemente) è presente un episodio depressivo. In
precedenza deve essere stato presente almeno un episodio
maniacale o un episodio misto.
Questo episodio di codifica come lieve / moderato, grave
con o senza manifestazioni psicotiche, in remissione
parziale o completa., specificando se è: cronico, con
manifestazioni catatoniche, con manifestazioni
melancoliche, con manifestazioni atipiche, ad esordio
nel postpartum.
Vanno infine aggiunte le specificazioni sul decorso
longitudinale e ad andamento stagionale o a cicli
rapidi).
DIAGNOSI DIFFERENZIALE E DISTURBI ASSOCIATI
Il Disturbo Bipolare I va differenziato da:
- Disturbo dell’Umore dovuto a Condizione Medica
Generale (per es., dovuto a sclerosi multipla, ictus,
ipotiroidismo o tumore del cervello).
- Disturbo dell’Umore Indotto da Sostanze (per es.,
dovuto a abuso di droghe, trattamento antidepressivo,
terapia elettroconvulsionante o “light therapy”).
- Altri Disturbi dell’Umore, quali Disturbo Depressivo
Maggiore, Disturbo Distimico, Disturbo Bipolare II e
Disturbo Ciclotimico.
- Disturbi Psicotici (per es., Disturbo Schizoaffettivo,
Schizofrenia o Disturbo Delirante).
- Inoltre, dal momento che questo disturbo può essere
associato a iperattività, imprudenza, impulsività e
comportamento antisociale, la diagnosi del DB I va
accuratamente differenziata dal ADHD (disturbo da
deficit di attenzione/iperattività), Disturbo della
Condotta, Disturbo Antisociale di Personalità e Disturbo
Borderline di Personalità.
Per quanto riguarda la comorbidità, i disturbi mentali
che ritroviamo più spesso sono ansia, alcolismo,
dipendenza da droghe e disturbi della condotta. Oltre a
questi, possiamo avere Anoressia Nervosa, Bulimia
Nervosa, Disturbo Borderline di Personalità, ADHD,
Disturbo da Panico e Fobia Sociale, Disturbi del
comportamento sessuale, del controllo degli impulsi,
Disturbi dello spettro autistico e la sindrome di
Tourette. Sotto un punto di vista medico generale,
ritroviamo emicrania, tiroidismo, obesità, diabete di II
tipo e disturbi cardiovascolari.
Altre caratteristiche associate al disturbo
bipolare I sono violenza
verso i componenti della famiglia, o comportamenti
violenti in generale, assenteismo da scuola, insuccesso
scolastico o lavorativo, divorzio.
Un problema diffuso che coinvolge dal 15% al 20% dei
soggetti affetti da disturbo bipolare I non curato o trattato in modo
non adeguato, è il suicidio. Le statistiche dimostrano
che in ottobre–novembre e soprattutto in maggio si
concentra il maggior numero di suicidi fra le persone
depresse, mentre l’incidenza degli episodi maniacali è
più elevata nei mesi estivi. Come afferma il prof. G.B.
Cassano, ‹‹il periodo estivo, grazie soprattutto alla
maggior quantità di luce che attiva il sistema
endocrino, stimola l’iperattività e l`eccitazione che,
portate all’estremo, sono le caratteristiche tipiche
della mania. Ognuno di noi, del resto, può verificare
variazioni analoghe del tono dell’umore durante
l’anno» (Meli E., 2002).
DISTURBO BIPOLARE II
CRITERI DIAGNOSTICI
(DSM-IV, 1994)
La caratteristica essenziale del Disturbo Bipolare II è
un decorso clinico caratterizzato da uno o più Episodi
Depressivi Maggiori (Criterio A) accompagnati da almeno
un Episodio Ipomaniacale (Criterio B). Gli Episodi
Ipomaniacali non dovrebbero essere confusi con le
giornate di eutimia che seguono la remissione da un
Episodio Depressivo Maggiore. La presenza di un Episodio
Maniacale o Misto preclude la diagnosi di Disturbo
Bipolare II (Criterio C). Gli Episodi di Disturbo
dell'Umore Indotto da Sostanze (dovuti agli effetti
fisiologici diretti di un medicamento, altri trattamenti
somatici per la depressione, sostanze di abuso, o
esposizione ad una tossina) o di Disturbo dell'Umore
Dovuto ad una Condizione Medica Generale non contano per
una diagnosi di Disturbo Bipolare II. Inoltre, gli
episodi non devono risultare meglio spiegati dal
Disturbo Schizoaffettivo, e non sono sovrapposti a
Schizofrenia, Disturbo Schizofreniforme, Disturbo
Delirante o Disturbo Psicotico Non Altrimenti
Specificato (Criterio D). I sintomi devono causare
disagio significativo o compromissione del funzionamento
sociale, lavorativo o di altre importanti aree (Criterio
E). In alcuni casi gli Episodi Ipomaniacali stessi non
causano compromissione. Invece, la compromissione può
derivare dagli Episodi Depressivi Maggiori, o da un
andamento cronico con episodi di alterazione dell'umore
imprevedibili, e da un funzionamento interpersonale e
lavorativo fluttuante e non affidabile.
Gli individui con Disturbo Bipolare II possono
considerare gli Episodi Ipomaniacali come non
patologici, sebbene gli altri possano essere turbati dal
comportamento imprevedibile dell'individuo. Spesso i
soggetti, particolarmente durante un Episodio Depressivo
Maggiore, non ricordano i periodi di ipomania senza
l'aiuto di amici stretti o parenti. È spesso di
importanza critica la raccolta di notizie da altri
informatori per stabilire la diagnosi di Disturbo
Bipolare II.
DIAGNOSI DIFFERENZIALE E DISTURBI ASSOCIATI
Il Disturbo Bipolare II va differenziato da:
- Disturbo dell’Umore dovuto a Condizione Medica
Generale (per es., dovuto a sclerosi multipla, ictus,
ipotiroidismo o tumore del cervello).
- Disturbo dell’Umore Indotto da Sostanze (per es.,
dovuto a abuso di droghe, trattamento antidepressivo,
terapia elettroconvulsionante o “light therapy”).
- Altri Disturbi dell’Umore, quali Disturbo Depressivo
Maggiore, Disturbo Distimico, Disturbo Bipolare I e
Disturbo Ciclotimico.
- Disturbi Psicotici (per es., Disturbo Schizoaffettivo,
Schizofrenia o Disturbo Delirante
La comorbidità è pressoché uguale a quella del
disturbo bipolare I, fatta eccezione per i
comportamenti violenti, che invece non compaiono
nel disturbo bipolare I II e una particolare frequenza di
comorbidità con i disturbi dell’ Asse II, nello
specifico il disturbo borderline di personalità.
ESORDIO E PREVALENZA DEI DISTURBI BIPOLARE
L’età tipica di esordio del DB è tra i 20 e i 30 anni,
anche se in alcuni casi l’insorgenza può risalire
all’adolescenza e fino ad arrivare ai 40.
Si è calcolato che questo disturbo, che nel 2020
costituirà la seconda causa di disabilità nel mondo,
colpisce già tra il 2.6% e il 7.8% della popolazione
generale, senza una differenza significativa tra uomini
e donne. Queste ultime però hanno una prevalenza di
episodi depressivi rispetto a quelli maniacali.
Una ricerca del 2004 conferma l’alta incidenza del DB:
solo in Italia i casi sono circa 6000, soprattutto
giovani, anche se il 60% non viene diagnosticato, se non
dopo 7-8 anni.
Questo si verifica probabilmente perché
in genere l’esordio del DB è di tipo depressivo, specie
nelle donne, e per tale viene scambiato spesso dal
medico di base, che è colui al quale si rivolgono per
primo i soggetti affetti da disturbi dell’umore. Questo
però non sembra avere le competenze adatte ad
identificare correttamente il disturbo e offrire
adeguate indicazioni terapeutiche. A riguardo i
ricercatori hanno voluto accertare tale ipotesi,
studiando 1157 pazienti fra i 18 e i 70 anni. I soggetti
sono stati esaminati nell’arco di due anni e sottoposti
a una serie di questionari volti ad accertare i disturbi
dell’umore e il disagio psichico. Attraverso questo
screening sono stati identificati 81 pazienti affetti da
disturbo bipolare, tuttavia soltanto l’8,4% aveva
ricevuto una diagnosi corretta dalle strutture di
medicina primaria, e ancora meno (6,5%) aveva avuto la
prescrizione dei farmaci appropriati. Circa la metà di
questi soggetti aveva ricevuto in effetti una diagnosi e
una terapia per la sola depressione.
I ricercatori hanno sottolineato la gravità del problema
di una diagnosi inappropriata nel disturbo bipolare e la
necessità di una formazione specifica del medici di base
(Sagone A., 2005).
DISTURBO CICLOTIMICO
CRITERI DIAGNOSTICI (DSM-IV, 1994)
La caratteristica essenziale del Disturbo Ciclotimico è
un'alterazione dell'umore cronica, fluttuante, con
numerosi periodi con sintomi ipomaniacali e numerosi
periodi con sintomi depressivi (Criterio A). I sintomi
ipomaniacali sono insufficienti per numero, gravità,
pervasività o durata per soddisfare i criteri per un
Episodio Maniacale, e i sintomi depressivi sono
insufficienti per numero, gravità, pervasività o durata
per soddisfare i criteri per un Episodio Depressivo
Maggiore. Durante un periodo di 2 anni (1 anno per
bambini o adolescenti) gli intervalli liberi da sintomi
non durano più di 2 mesi (Criterio B). Si fa diagnosi di
Disturbo Ciclotimico solo se il periodo iniziale di 2
anni con sintomi ciclotimici è libero da Episodi
Depressivi Maggiori, Maniacali e Misti (Criterio C).
Dopo il periodo iniziale di 2 anni del Disturbo
Ciclotimico si possono sovrapporre Episodi Maniacali o
Misti al Disturbo Ciclotimico, nel qual caso vengono
diagnosticati sia il Disturbo Ciclotimico che il
Disturbo Bipolare I. Analogamente, dopo il periodo
iniziale di 2 anni di Disturbo Ciclotimico, si possono
sovrapporre Episodi Depressivi Maggiori al Disturbo
Ciclotimico, nel qual caso vengono diagnosticati sia il
Disturbo Ciclotimico che il Disturbo Bipolare II. Non
viene fatta diagnosi se l'andamento dei viraggi
dell'umore risulta meglio spiegato dal Disturbo
Schizoaffettivo, o se è sovrapposto ad un Disturbo
Psicotico come Schizofrenia, Disturbo Schizofreniforme,
Disturbo Delirante o Disturbo Psicotico Non Altrimenti
Specificato (Criterio D), nel qual caso i sintomi
dell'umore sono considerati manifestazioni associate al
Disturbo Psicotico. L'alterazione dell'umore non deve
risultare dovuta inoltre agli effetti fisiologici
diretti di una sostanza (per es., una droga di abuso, un
medicamento) o di una condizione medica generale (per es.,
ipertiroidismo) (Criterio E). Sebbene alcune persone
possano funzionare particolarmente bene durante alcuni
dei periodi di ipomania, in generale devono essere
presenti significativo disagio o compromissione del
funzionamento sociale, lavorativo o di altre aree
importanti come conseguenza dell'alterazione dell'umore
(Criterio F).
La compromissione può svilupparsi come
risultato di periodi prolungati di variazioni dell'umore
cicliche, spesso imprevedibili (per es., la persona può
essere considerata temperamentale, lunatica,
imprevedibile, incoerente o inaffidabile).
DIAGNOSI DIFFERENZIALE E DISTURBI ASSOCIATI
Il Disturbo Ciclotimico deve essere distinto da:
- Disturbo dell'Umore Dovuto ad una Condizione Medica
Generale, di solito cronica (per es., ipertiroidismo)
- Disturbo dell'Umore Indotto da Sostanze.
- Disturbo Bipolare I, A Cicli Rapidi, e il Disturbo
Bipolare II, A Cicli Rapidi.
- Disturbo Borderline di Personalità.
Possono essere presenti Disturbi Correlati a Sostanze e
Disturbi del Sonno (difficoltà a prendere sonno e a
mantenerlo).
ESORDIO E PREVALENZA DEL DISTURBO CICLOTIMICO
Il Disturbo Ciclotimico spesso esordisce precocemente
nella vita, tra l’adolescenza e i 21 anni, e talvolta è
considerato riflettere una predisposizione
temperamentale ad altri Disturbi dell'Umore
(particolarmente Disturbi Bipolari). In campioni di
comunità il Disturbo Ciclotimico è apparentemente comune
negli uomini e nelle donne in ugual misura. In ambito
clinico, è più probabile che siano donne, piuttosto che
uomini, con il Disturbo Ciclotimico a richiedere il
trattamento.
Gli studi hanno riportato una prevalenza del Disturbo
Ciclotimico nel corso della vita dallo 0,4% all'1%.