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Psicologia: una Risorsa per la SAlute


Sergio Antonini

Disturbi dell'alimentazione e mass-media
il ruolo dei mass-media nello sviluppo dei disturbi del comportamento alimentare

L'emittente americana BBC, ha riportato nel maggio 1999 i risultati di un'indagine svolta da Anna Becker (un'antropologa dell'Harvard Medical School) sul cambiamento di attitudini verso il cibo e l'ideale corporeo degli adolescenti delle isole Fiji' (Figi) negli ultimi dieci anni.

Il dato rilevante che è emerso, è che nel piccolo arcipelago limitrofo alla Nuova Zelanda, dove per tradizione si è sempre apprezzato un fisico massiccio e "rotondeggiante", si è verificato dopo l'arrivo della televisione nel 1995 un elevato incremento delle diete nonché di disturbi alimentari (sia anoressia che bulimia).

Secondo i ricercatori dell'Harvard Medical School la comparsa di tali disturbi (e di comparsa è meglio parlare più che di incremento, giacché prima tali disturbi non esistevano) sarebbe legata alle immagini ed ai valori veicolati dai programmi televisivi occidentali, imperniati sull'ideale estetico della magrezza.

La stazione televisiva impiantata solo nel1995 ha trasmesso da subito i programmi più seguiti negli USA e in Europa come Melrose Place, Xena, E.R., ecc... nei quali i protagonisti appaiono tutti magri e slanciati, mentre i personaggi obesi ricoprono ruoli negativi o marginali.

Nel 1998 la Becker ha rilevato, dopo aver intervistato un campione considerevole di ragazze adolescenti, che il 74% di esse dichiarava di percepire il proprio corpo come"troppo robusto e grasso" e di voler dimagrire e che il 15% ricorreva a vomito autoindotto per controllare il peso.

Per spiegare il forte impatto che secondo lei la TV ha avuto su questo popolo ai margini del mondo, l'antropologa ha paragonato la colonizzazione mediatica degli anni '90, con l'arrivo degli esploratori inglesi alla fine del secolo scorso, essi portarono con sé il morbillo ed altre malattie sconosciute agli indigeni, recando loro tanti danni, così la televisione oggi, con i suoi canoni estetici sta mietendo tante vittime in una popolazione prima immune da preoccupazioni di dieta.
Questo studio seppur parziale e regionalistico, contiene alcuni elementi interessanti e viceversa statisticamente rilevanti e ampiamente generalizzabili.

Non è la prima volta che mi imbatto in ricerche trans-culturali in rapporto alla relazione con il corpo e il cibo, e spesso mi trovo a constatare quanto i cambiamenti socio-culturali influiscano su di essa, soprattutto nei soggetti in cui l'integrazione con la realtà locale è difficile, e che presentano una struttura di personalità più fragile, con bassa autostima e anassertività.

Accennerò adesso ad alcuni studi compiuti sull'argomento: disturbi alimentari in immigrati extracomunitari;
si tenga presente che i paesi di origine dei soggetti in questione: Caraibi, Egitto, Cina, Bangladesh, hanno culture (similmente al caso delle isole Figi) che invece dell'ideale corporeo magro, promuovono una corporeità "abbondante" e robusta, espressione, in questi paesi poveri,di salute e opulenza, quindi a maggior ragione è interessante notare i cambiamenti circa l'immagine corporea all'arrivo nel contesto "occidentale".

Gordon nel suo libro "Anoressia e Bulimia" cita uno studio del 1985 in cui per tre studentesse di origine afro-caraibica, l'impatto con la cultura europea e la conseguente assimilazione degli ideali e dei valori della cultura bianca, unita a difficoltà di integrazione avevano facilitato lo sviluppo della sintomatologia anoressica; sempre Gordon parla di una ricerca in cui un gruppo di studenti egiziani che si erano trasferiti a Londra per studiare, confrontato con i loro connazionali rimasti in Egitto, faceva registrare in un questionario valutante i disturbi alimentari, punteggi più alti su tutte le scale del questionario, oltre a presentare nel 10% dei casi sintomi evidenti di bulimia.

Una ricerca apparsa sull'International Journal of Eating Disorders ad opera di C.D. Davis e M.A. Katzman ancora ci viene in aiuto.
In tale ricerca infatti 197 studenti universitari cinesi negli USA sottoposti a questionari valutanti la presenza di disturbi alimentari, depressione, autostima e grado di acculturazione, riportavano rispettivamente, i maschi alti livelli di inefficacia percepita, perfezionismo, paura di crescere oltre che bizzarrie alimentari, le femmine invece di bulimia, spinta a dimagrire e paura della maturità; le autrici suggerivano che in soggetti con alto senso di inefficacia e problemi di integrazione etnica i disturbi alimentari fossero la conseguenza del tentativo di assimilarsi al modello di bellezza occidentale.
Infine Andolfi in un suo caso clinico riporta la storia di Nita, una ragazza anoressica originaria del Bangladesh trapiantatasi con la famiglia a Toronto, e di come il sintomo manifestato dalla ragazza non fosse altro che l'agito dell'elemento più fragile ertosi a portavoce delle difficoltà di adattamento della famiglia in Canada.
Tutte queste piccole testimonianze confortano la tesi dell'antropologa americana sulla potenziale patogenicità di certi messaggi culturali su personalità fragili, soprattutto in un'età come quella puberale (perché questa è la fascia d'età più colpita) che già di per sé determina tanti cambiamenti fisici e psichici nell'individuo e unite assieme assurgono a grande interesse sia nella teoria che nella clinica dei disturbi alimentari.

Lasciatemi concludere con due parole chiave che mi sento di enucleare da questo discorso: stimoli socio-culturali e Immagine corporea, credo siano fortemente imbricati, dato che in personalità a rischio di disturbi alimentari, con problemi di differenziazione dagli oggetti-Sé genitoriali e latenza in una pre-genitalità a-simbolica l'adesione agli stimoli esterni (è una conseguenza del falso-Sé winnicottiano) è massima, si potrebbe dire: il loro mondo è il mondo degli altri.

Dott. Sergio Antonini

Antonini, S. (2000)
Disturbi dell'alimentazione e mass-media
SRM Psicologia Rivista (www.psyreview.org).
Roma, 13 novembre 2000.


Riferimenti Bibliografici

Davis, C., Katzman, M.A. Int. Jour. of  E.D.; 25, May 1999.

Gordon, R.A. (1991). Anoressia e Bulimia: anatomia di un'epidemia sociale. Raffaello Cortina Editore.

Andolfi, M., Haber, R. (1994) La consulenza in terapia familiare. Raffaello Cortina Editore

BBC online network, BBC news, 20 may 1999.


 

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