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Marco Baranello

Nascita della nosografia psichiatrica: Seconda Lezione
Da Bacone e Cartesio alla nascita della nosografia psichiatrica

La scienza positiva di Comte sembra essere lo sbocco di un lungo processo che risale all'antichità greca. In antichità si guardava alla "malattia mentale" come ad una possessione divina, al dio che si esprimeva attraverso il sognatore o il "mentecatto"; il pazzo era da sempre considerato ai limiti dell'umano, spesso verso il diabolico.
La scienza, così come la si può intendere oggi, nasce nel rinascimento scientifico che si instaura successivamente a quello letterario e figurativo a partire dal 1600. Dobbiamo iniziare da questo secolo e da ciò che di fondamentale accadde per comprende il processo che attraverso il 1700 arrivò nel 1800 a definirsi come scienza positiva, cioè come quella scienza che fondò il metodo moderno di pensare agli "oggetti scientifici" di cui ci stiamo occupando in queste lezioni.
Nel 1600 sembra esserci un sistematico ripudio per tutto l'insieme delle conoscenze che appartengono alla cultura tradizionale, in particolare a base teologica e metafisica.
A titolo esemplificativo, se le sacre scritture affermano una teoria geocentrica dell'universo, essa non deve dogmaticamente essere accettata ma, come ogni altra cosa, ha la possibilità di essere sfatata laddove si utilizzino dei metodi di osservazione che vadano al di là dell'osservazione comune. Galileo utilizzando tali strumenti, come il telescopio e il calcolo matematico, arrivò a formulare la corretta teoria eliocentrica cioè con il Sole al centro e la Terra orbitante intorno ad esso.
La conoscenza scientifica deve partire dall'accantonamento di tutto il sapere tradizionale.
Bacone elabora quella che ritiene essere la metodologia scientifica vera e propria: ci sarebbe un azzeramento della mente, una sorta di tabula rasa mentale libera da ogni pregiudizio, da ogni credenza ereditata dai sacri testi. Questa visione venne definita teoria degli idoli: così come gli idoli, sostituendosi al dio, non permettono la conoscenza del "vero" dio, altrettanto la conoscenza scientifica vera e propria non dovrebbe essere offuscata da tutte quelle credenze proprie degli idoli. Fatto questo sarebbe necessario partire dall'osservazione. La scienza, per Bacone, è empirica. Tutto quello che non parte dall'osservazione va ripudiato.
Sulla base dell'affermazione che per costruire la scienza si debba partire dall'osservazione si inserisce quella che viene definita la teoria delle vendemmie: in una prima indagine osservativa si raccolgono dei dati su cui poi si formulano delle ipotesi generali [nota 1].
A partire da queste ipotesi generali indotte, si calano nuovamente i dati all'interno di un processo di osservazione successivo, la seconda vendemmia, e da essi si deducono, cioè si traggono, gli elementi in grado prima di tutto di confermare o meno i dati della prima vendemmia e, in secondo luogo, di aggiungere ulteriori dati o di migliorare quelli precedenti, e così via. E' un continuo processo di induzione e deduzione che porta ad una conoscenza sempre più sofisticata e precisa.
La conoscenza, dice Bacone, è solamente questa.

Accanto a Bacone troviamo Cartesio; egli instaura un altro metodo di osservazione, molto più proficuo e fecondo: il metodo razionalista. Da questo momento ci saranno due correnti: quella empirista e quella razionalista.
Di quei secoli è evidente il desiderio di fondare la conoscenza e la verità a partire da qualcosa che fosse veritiero in maniera inoppugnabile.
Cartesio trova questo punto di partenza nel cogito ergo sum. Con esso Cartesio stabilisce la presenza di due mondi: il mondo del pensiero, del ragionamento, che è il mondo del cogito, ed il mondo del pensato, cioè della materia sulla quale indirizzare il pensiero che è la cosiddetta sostanza pensante, la res extensa.
Stabilita tale differenza, cioè la presenza di un ordine del pensiero e di un ordine indagabile, pensabile, che coincide con il mondo della natura, sono poste le basi dalle quali si ha la possibilità di conoscere e di approfondire la conoscenza di tutto ciò che è il mondo fisico; in questo processo non si deve essere disturbati da pregiudizi dogmatici e religiosi. Galileo, quindi, avrebbe avuto tutto il diritto di studiare il mondo fisico e dire qualcosa che va contro il dettato religioso, senza per questo diventare un eretico o un miscredente. La possibilità dell'indagine scientifica viene quindi liberata da questa preoccupazione religiosa.
Cartesio instaura questa corrente razionalista poiché ritiene che il modo migliore per indagare il mondo fisico e gli organismi sia quello di concepirli come delle macchine. Comincia così a nascere la scienza tecnica.
Cartesio, a partire dalla distinzione tra res extensa e res cogitans, arriva a postulare ciò che è stato definito il meccanicismo razionalistico, cioè il concepire il funzionamento della natura alla pari del sistema di funzionamento delle macchine. Così la circolazione sanguigna viene vista come un sistema idraulico di pompa e tubi.
La conoscenza non è più una descrizione di ciò che succede ma diventa un tentativo di arrivare a scoprire i meccanismi che sottendono certi comportamenti o certi modi di essere.
Il modello meccanicistico di Cartesio diventa il fondamento di tutta l'organizzazione della biologica come scienza moderna.
Il modello meccanicistico è anche quello che sorregge la nascita, tra le altre scienze, della psichiatria. Si arriva al bisogno di studiare il sistema nervoso come "sistema energetico" che governa la macchina umana. La psichiatria deve essere quindi intesa come neuropsichiatria. Lo studio delle manifestazioni mentali deve altresì essere inteso come fisiologia del sistema nervoso; così le passioni, i pensieri, le emozioni, devono essere ricondotti al funzionamento del cervello e, più  in generale, del sistema nervoso.
Una macchina per funzionare ha bisogno di energia, di una forza in grado di metterla in azione. Uno dei concetti che passa attraverso questi secoli è l'interrogativo su quale possa essere la natura dell'energia che muove la macchina umana.
In diretta connessione con il meccanicismo di base di Cartesio, che in fondo coincide con il sorgere della scienza moderna, si situa la tradizione solidalistica. Solidismo coincide dunque con sistema nervoso. Il cervello ed i nervi sono una macchina concreta, solida, concepibile come una macchina in grado di produrre energia.
In contrapposizione al progressivo affermarsi del solidismo, che afferma l'esistenza di un fluido nerveo alla base del movimento, troviamo l'animismo che invece contempla una fluido più diffuso nell'intero universo.
La psichiatria dominante è comunque quella che da sempre maggiore importanza al sistema nervoso in quanto concreto.
Intorno alla metà del 1700 avviene la fondamentale scoperta del fatto che le fibre nervose sono responsabili della nostra sensitività. Le fibre nervose quindi conducono in parte degli stimoli motori e in parte stimoli sensitivi. Gli stimoli sensitivi vengono condotti al cervello da cui poi partono gli stimoli motori. Si comincia ad intuire il meccanismo dell'arco riflesso. L'arco riflesso è importante poiché rappresenta la base di ogni modello di funzionamento della macchina nervosa: se stimolo la rotula di un ginocchio avrò come risposta un immediato movimento.
Ci possono però essere stimoli che non determinano una risposta motoria ma che producono un pensiero.
Nasce e si sviluppa una concezione psicologica di tutti gli atti mentali, sempre su base empirica, che è il sensismo o sensazionismo. Ogni nostra idea è prodotta a partire da questo meccanismo funzionale della macchina nervosa; il punto di partenza di tutto è la sensazione. Ogni nostro sistema mentale nasce da stimoli sensoriali. Si costruisce una scale dello psichismo che incomincia dalla sensazione, si sviluppa nella percezione per poi divenire appercezione. L'appercezione viene elaborata dal sistema delle attenzioni. Attraverso attenzione, memoria, giudizio, ecc., arriviamo a formulare dei pensieri. Locke dice che "non c'è niente nell'intelletto che non ci sia stato nei sensi".
La psicologia deve avere una base sensista o sensazionista.
La sensazione non è concettualizzabile che sulla base del sistema nervoso, inteso come un modello meccanico.
Il fluido nervoso viene a sostituire, nella concezione sensista, il fluido umorale, il fluido sanguigno e tutti gli altri fluidi più o meno animistici che costituivano delle credenze in atto sia nel 1700 che ancora nel 1800. Nei primi decenni del 1800 avviene una nuova "ribellione" nei confronti del modo di concepire il sistema nervoso come macchina, da parte del movimento romantico. Il romanticismo non concepisce come le grandi emozioni umane possano essere considerate come una semplice serie di impulsi.
Erede della tradizione solidista sarà l'indirizzo medico-biologico. Il solidismo del 1700 affermava semplicemente la necessità di credere in una macchina nervosa e in un'energia responsabile del benessere e del malessere di ogni organismo. Tutte le malattie erano ricondotte a due grandi categorie: quelle dovute ad un eccesso di energia nervosa e quelle dovute ad una deficienza della stessa ovvero da una parte le malattie ipertoniche e dall'altra quelle ipotoniche, le malattie ipersteniche e le malattie iposteniche. Era una classificazione alquanto grossolana che verrà sostituita da un'altra classificazione basata sullo studio anatomico e fisiologico della struttura e del funzionamento del sistema nervoso.
Il passaggio dal 1700 al 1800 è anche un passaggio di impostazione. La primitiva impostazione della medicina e della psichiatria era genericamente e rozzamente energetica.
Con Morgani nasce la nuova medicina a base anatomo-clinica. Significa che una malattia deve essere definita attraverso una raccolta empirica ed uno studio di un insieme di sintomi caratteristici di un determinata malattia. L'insieme dei particolare sintomi si collegano ad una certa lesione anatomica del malato. Ad esempio se un malato presenta sintomi del tipo itterizia, stanchezza e disturbi digestivi, studiando anatomicamente il soggetto scopriremo che il suo fegato presenta delle alterazioni rispetto ad un fegato normale. Quell'insieme di sintomi si connettono obbligatoriamente con le alterazioni anatomiche di quella specifica parte dell'organismo.
In campo psichiatrico si cerca, come fanno i medici, di trovare quali siano le alterazioni del cervello che si ritrovano quando una persona presenta determinati sintomi di alterazione psichica. Si è scoperto che quando una persona è "maniaca", alterata, agitata, con disturbi del ragionamento e della deambulazione, nel suo cervello si riscontrano delle alterazioni tipiche. Si scopre che il modello clinico di quella che sarà la sifilide cerebrale che allora veniva chiamata demenza paralitica o paralisi progressiva. La sifilide verrà scoperta più tardi ma, nel frattempo, viene messo a punto il quadro patologico e clinico.
In questa malattia possiamo sempre riconoscere dei sintomi clinici, delle alterazioni cliniche, cioè a questo specifico quadro sintomatologico corrisponde quella certa lesione anatomo-patologica del cervello e del sistema nervoso. E' una conferma che il metodo anatomo-clinico offre la spiegazione della malattia, almeno così credevano nel 1800. Si vedrà infatti che non è così poiché a parità di sintomatologia altre malattie non presentano le stesse alterazioni anatomiche.
L'illusione che tutte le malattie mentali siano spiegabili sulla base del ritrovamento di un'alterazione del cervello e del sistema nervoso, cadranno. La sifilide verrà classificata come una malattia neurologica che dà anche dei sintomi psichici.
Al vecchio schema delle malattie ipertoniche ed ipotoniche si sostituisce un nuovo modello che si sforza di raggruppare e di distinguere le varie malattie nervose e mentali le une dalle altre.
Nasce il criterio nosografico o classificativo. E' qui che si cominciano a distinguere le nevrosi dalle psicosi e nell'ambito delle psicosi quelle dissociative o schizofreniche dalle nevrosi maniaco-depressive e così via.
L'applicazione del metodo anatomo-clinico arriva a permettere di organizzare la conoscenza della varie malattie mentali.

Dott. Marco Baranello

Baranello, M. (2002)
Lezioni di psicologia dinamica:
nascita della nosografia psichiatrica (lez. 2).
SRM Psicologia Rivista (www.psyreview.org).
Roma, 07 agosto 2002.


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