Dott. Baranello
Articoli dell'Autore
Contatti E-Mail
Pagina Dott. Baranello
Appuntamenti

centri di terapia psicologica

centri di terapia


Rivista Psicologia

centri di terapia psicologica

psicologia: una risorsa per la salute


Marco Baranello

Fantasie erotiche omosessuali in donne eterosessuali
il punto di vista della psicologia emotocognitiva sulle fantasie erotiche e sui comportamenti di tipo omosessuale in donne etero-sessuali

Questo è un breve articolo che nasce dalle ricerche condotte già a partire dal 2001 sull'immaginario erotico femminile e maschile condotto dal nostro gruppo di studio e ricerca.

Il sondaggio è stato condotto on-line in tre momenti diversi. Questo per aumentare l'attendibilità dei risultati. I primi due sondaggi somministrati on-line in due anni diversi mostrano gli stessi risultati. Si sta chiudendo l'ultimo sondaggio. Questo articolo è un accenno ad una pubblicazione successiva ed è stato pubblicato soltanto oggi per non rischiare di influenzare i soggetti della ricerca.

Non riporterò i dettagli dei dati, ma punterò l'attenzione su un dato in particolare.
Sia uomini che donne riportano in comune, tra le fantasie erotiche prevalenti, fantasie di tipo orgiastico, in cui nella relazione sessuale di gruppo sono presenti un minimo di tre partecipanti. Molte soggetti comunque differenziano il sesso a tre da una condotta con più di tre persone.

La differenza tra le fantasie erotiche o comunque alle condotte sessuali relative al sesso di gruppo tra uomini e donne che si definiscono eterosessuali sono le seguenti:

il 75% degli uomini che immagina una relazione sessuale in un contesto gruppale composto sia da uomini che da donne, dichiara che la propria attività sessuale è esclusivamente eterosessuale. Soltanto il 25% degli uomini dichiara che desidera rapporti bi-sessuali, quindi rapporti sessuali sia con uomini che con donne all'interno dello stesso contesto. Gli uomini che avrebbero rapporti con entrambi i sessi si definiscono tutti bisessuali.

Mentre, e questo è il dato più rilevante, le donne dichiarano nel 75% dei casi che svolgerebbero attività sessuali di tipo bi-sessuale, quindi sia con gli uomini che con le donne presenti nel contesto orgiastico. Soltanto il 25% delle donne dichiara che avrà rapporti esclusivamente eterosessuali.
Le donne che avrebbero anche rapporti sessuali di tipo omosessuale si definiscono nella maggior parte dei casi eterosessuali.
Dimostrano che le fantasie erotiche o le condotte omosessuali (spesso occasionali, anche da sole con amiche) non influenzano l'identità sessuale che rimane stabilmente eterosessuale (ovvero non hanno un concetto di famiglia legato al rapporto omosessuale quindi non si findanzerebbero né si sposerebbero con le donne con cui intrattengono relazioni puramente sessuali).

Il dato è importante e ci induce a pensare allo sviluppo psicosessuale di uomini e donne.
La speculazione interpretativa nasce da un dato obiettivo: sia uomini che donne, hanno iniziato il proprio sviluppo psicosessuale, nella maggior parte dei casi, nel rapporto con una figura femminile (la madre). Sia i maschi che le femmine sono stati allattati, nutriti tra le braccia di una figura femminile di accudimento almeno per la maggior parte del tempo (sia al seno che con strumenti artificiali).
Possiamo dire che la quasi totalità dei soggetti di sesso femminile ha sviluppato i propri desideri sensuali/sessuali nel contatto con figure femminili così come normalmente e auspicalmente avviene.
Sappiamo infatti che il sistema motivazionale sessuale/sensuale è presente dalla nascita, essendo biologicamente fondato e che attraverso l'accudimento viene soddisfatto (ovviamente non in modo diretto). Sappiamo infatti che sia le zone erogene che l'identità sessuale si sviluppano all'interno di un contesto relazionale primario (genitori).
Quindi possiamo affermare che lo sviluppo psicosessuale di uomini e donne ha la stessa identica "matrice", il rapporto con una figura femminile.

Questo spiegherebbe fenomeni sociali ben osservabili. Una donna infatti ha meno difficoltà di un uomo (all'interno di questa cultura) a riscontrare la bellezza di un'altra donna e sopratttto di una parte del corpo di un'altra donna. E' facile infatti ascoltare frasi come "che bel sedere" o "che bel seno" detto da una donna nei confronti di un altro soggetto dello stesso sesso.
Le donne inoltre hanno meno imbarazzo nel mostrarsi nude di fronte ad altre donne (una banalità come "perché le donne vanno in bagno a coppie" spesso utilizzata nella comicità, può avere un suo senso che va oltre la battuta).

Durante lo sviluppo psicosessuale il maschio inizia ad identificarsi con le figure maschili gradualmente. Il maschio eterosessuale dovrà infatti scindere la propria parte "femminile" (il processo di identificazione con la madre) da quella maschile (il contrasto tra caratteri femminili e maschili). Il processo di identificazione con la madre avviene sia nei maschi che nelle femmine. I maschi avvenuta questa scissione potranno quindi desiderare la figura femminile ma non identificarsi con essa. Il processo è lungo e passa attraverso il riconoscimento di un'identità di ruolo.

Quando il maschietto cresce ed inizia ad avere sempre più frequenti erezioni o atteggiamenti di ricerca di attenzioni sessuali durante l'accudimento, aumenta anche l'imbarazzo della madre che ridurrà alcuni comportamenti specifici con l'avanzare dell'età del bambino. Questo permette al bambino di capire ciò che può essere "lecito" ovvero accettato da ciò che è non-lecito, all'interno di quel contesto.

Il padre diviene ora la figura alternativa con la quale identificarsi perché, in un certo senso, il maschio vive un "rifiuto" da parte della madre. L'identificazione con il padre impedisce al bambino di identificarsi con la madre che diviene un oggetto altro verso il quale provare attrazione. Il padre, ovvero il maschile, impedisce al bambino di vivere una tendenza omosessuale che altrimenti potrebbe scaturire da una continua identificazione con le figure femminili (si ricorda che l'identificazione non coincide con il tempo passato insieme a figure femminili).

Ricordiamo, per inciso, che l'omosessualità non viene considerata una patologia, ma come tutte le scelte, dipendente da fattori bio-psico-sociali complessi.

Il maschio infatti più difficilmente accetta a livello anche pre-conscio, ovvero prima che diventino coscienti, le proprie tendenze omosessuali "normali", ovvero il maschio che ha fantasie omosessuali o pratiche omosessuali più facilmente si ritiene omosessuale o bi-sessuale. Mentre la femmina può continuare a ritenersi eterosessuale. Addirittura molti maschi eterosessuali temono e vedono come intrusive fantasie di tipo omosessuale perché minerebbero la propria identità. Questo spiega anche il dato presentato ovvero quel 25% dei maschi rispetto al 75% delle femmine che hanno fantasie di gruppo in cui intratterrebbero relazioni sessuali anche di tipo omosessuale.

Spesso le donne racconta di avere paura di essere lesbiche perché si eccitano nel vedere rapporti sessuali tra donne, nel fantasticarli, nel avere rapporti sessuali con un'altra donna, ecc. Altrettanto spesso capita che queste donne dichiarino di essere eterosessuali e che assolutamente non si sentono lesbiche. Questa paura viene trattata in psicologia esattamente come se fosse una fobia, ovvero una paura eccessiva rispetto a qualcosa che di per sé può essere considerato normale.

Le bambine durante lo sviluppo non dovranno rompere il legame di identificazione con la madre. Le proprie attenzioni sensuali verranno ora ricercate in due ambiti nello stesso momento, sia con la madre sia verso il padre visto attraente per due motivi essenziali: grazie al processo di identificazione con la madre (la madre è attratta dal padre ovvero la femmina dal maschio) sia perché è "misterioso" ovvero non conosciuto.
Esiste infatti un bisogno di esplorazione e conoscenza che va soddisfatto. Il rapporto preferenziale con la figura femminile di accudimento viene accettato sia dal padre che dalla madre, ovvero dal contesto sociale. Questo spiega anche perché in molti lungometraggi (gioco di donna, a mia madre piaccione le donne), "film erotici", video musicali, calendari o anche in pubblicità viene spesso utilizzato il rapporto "omosessuale" tra donne (più sensuale/sessuale che esclusivamente sessuale). Il rapporto sessuale/sensuale ovvero l'intimità tra donne è infatti più accettato socialmente di quanto lo sia quello tra uomini.

Le donne che immaginano rapporti omosessuali come fantasie erotiche, o che intrattengono anche pratiche sessuali omosessuali, e che si definiscono eterosessuali, sono effettivamente eterosessuali non c'è una omosessualità latente che necessita di emergere. In una battuta potremmo affermare che se Almodovar, in "tutto su mia madre", ha fatto dire alla protagonista "noi donne siamo tutte un po' lesbiche", qualcosa aveva intuito.

Questa è una breve spiegazione psicologica dei fenomeni quali le fantasie erotiche femminili di tipo omosessuale in donne eterosessuali. Cosa che credo non sconvolgerà più di tanto ma che è una delle più importanti innovazioni teoriche in psicologia emotocognitiva sullo sviluppo psicosessuale di uomini e donne.

Dott. Marco Baranello

Baranello, M. (2005)
Fantasie erotiche omosessuali in donne eterosessuali.
Il punto di vista della psicologia emotocognitiva.
SRM Psicologia Rivista (www.psyreview.org).
Roma, 20 aprile 2005.


Hit Counter


 

SRM Psicologia Rivista
articoli e pubblicazioni di scienze psicologiche e psicopatologia
www.psyreview.org

Hit Counter
XXX