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Quando parliamo di
immaginario erotico ci riferiamo a fantasie che hanno quale
obiettivo l'eccitazione sessuale. Non tutti i pensieri che
hanno quale oggetto l'ambito della sessualità possono essere
definiti “fantasie erotiche”. Alcuni pensieri infatti hanno,
per il soggetto che li vive, carattere intrusivo ed
ossessivo e rientrano in un quadro patologico. Una fantasia
erotica, di per sé, rappresenta una normale attività
dell'organismo funzionale al raggiungimento
dell'eccitazione.
Può però assumere forma parafiliaca (il termine parafilia è
l'attuale nomenclatore utilizzato per indicare quei
comportamenti noti come “perversioni sessuali”) quando il
soggetto non può fare a meno di ricorrere ad una specifica
fantasia o ad uno specifico comportamento sessuale per
eccitarsi. Ad esempio nella scatologia telefonica
(telefonate oscene) l'unico modo che una persona ha per
eccitarsi è poter mettere in atto o fantasticare tale
comportamento.
Non è però il contenuto della fantasia ad essere di per sé
patologico quanto la forma che assume, ovvero come la
persona si organizza in funzione delle proprie fantasie.
Distinguiamo comunque la pura fantasia ovvero i pensieri,
idee e desideri dal comportamento sessuale che rappresenta
il passaggio all'atto. Alcune fantasie che il soggetto vive
come erotiche possono diventare patologiche nel passaggio
all'atto come la zoofilia (sesso con animali), la scatologia
telefonica, la violenza sessuale mentre potrebbero essere
“normali” fantasie quando rimangono tali. Ad esempio diverse
donne fantasticano di subire violenza sessuale ma, nella
realtà, non vivrebbero mai tale situazione né la
considererebbero erotica.
Va sottolineato che l'immaginario erotico è fortemente
condizionato da fattori psico-sociali relativi ad una
cultura o sub-cultura di appartenenza. Fattori psicologici,
sociali, culturali (e “morali”) oltre che fattori biologici
sono quindi alla base dell'espressione dell'immaginario
erotico di ogni persona.
La sessualità come normale attività dell'organismo può
assumere quindi forme estremamente variegate e non si
riduce, nell'essere umano, ad una semplice e fredda attività
copulatoria finalizzata esclusivamente alla procreazione
come accade nella maggior parte degli animali.
In una ricerca sulle
fantasie erotiche maschili e femminili condotta dal Centro
Studi e Ricerche in Psicologia Emotocognitiva diretto dal
Dott. Baranello del gruppo SRM Psicologia è stato chiesto
agli intervistati di indicare la loro principale fantasia
erotica. Dai dati del sondaggio condotto on-line emerge che
tra tutte le fantasie quelle più comuni riguardano il sesso
di gruppo (ben il 36% degli intervistati), seguono quelle
legate a specifiche situazioni (10%) insieme a fantasie di
prestazione (10%). Esibizionismo (mettersi in mostra) e
Dominare o essere dominati sono indicate come fantasie
principali nel 5% dei casi. Il 4% del campione esprime
fantasie quali essere legati o bendati, scambio di coppia,
voyeurismo e fantasie omosessuali (in soggetti
eterosessuali). Altre fantasie come l'attenzione sessuale
verso specifiche parti del corpo (particolarismo), il
feticismo e l'uso di oggetti, sadismo e masochismo, avere
rapporti contro la propria volontà, avere rapporti con un “transgender”,
avere rapporti con animali (zoofilia), avere rapporti con
persone di razze o etnie diverse dalla propria (sesso
interrazziale) sono più o meno equamente distribuite nel
campione ma rappresentano basse percentuali ricordando
sempre che è stato chiesto di indicare esclusivamente la
fantasia erotica principale.
L'alta percentuale di
fantasie relative al sesso di gruppo ha richiesto
un'ulteriore specificazione, infatti in “sesso di gruppo”
sono indicate sia le fantasie orgiastiche (più di tre
persone non limitate a coppie) che il “sesso a tre”. Nel
campione generale il 31% ha fantasie relativa a “sesso a
tre” e soltanto il 5% relativo ad “orgia”. Se analizziamo il
campione dividendolo in uomini e donne scopriamo dati
davvero interessanti. Tra chi ha espresso fantasie
orgiastiche il 70% sono uomini ed il 30% donne mentre le
percentuali sono quasi equamente distribuite quando si parla
di “sesso a tre” (45% donne e 55% uomini). Specificando
ulteriormente abbiamo scoperto che nelle donne eterosessuali
che esprimono fantasie relative a “sesso di gruppo” ben il
75% dichiara di poter avere rapporti sia con gli uomini che
con le donne presenti nella situazione mentre soltanto il
25% degli uomini dichiara lo stesso. Anche quando le
fantasie erotiche sono di tipo omosessuale in soggetti
eterosessuali la distribuzione percentuale è la stessa (75%
donne, 25% uomini). Questo dato spiegherebbe il motivo
dell'uso frequente di immagini di rapporti omosessuali tra
donne (e meno tra uomini) in film, video musicali e
pubblicità con target sia femminile che maschile.
Un'altra differenza
tra uomini e donne riguarda le fantasie di prestazione e
situazionali. Le donne esprimono più frequentemente fantasie
legate a situazioni specifiche (sesso nella vasca da bagno,
in ascensore, in un camerino di un negozio, davanti al
camino, in un prato, ecc.) mentre negli uomini sono più
comuni fantasie di prestazione (sesso anale, sesso orale,
specifiche posizioni, ecc.). Questi dati risultano ancora
più evidenti tra gli intervistati più giovani e con minore
esperienza sessuale. Le fantasie di violenza o di essere
presi con forza e contro la propria volontà sono più comuni
tra le donne così come le fantasie di esibizionismo mentre
quelle voyeuristiche e lo scambio di coppia (scambiarsi i
partner ma non sesso di gruppo) sono più comuni tra gli
uomini. Nella maggior parte dei casi le fantasie erotiche
rimangono esclusivamente pensieri e desideri che vengono
utilizzati per eccitarsi o per accompagnare la masturbazione
e/o il rapporto sessuale.
In un'alta
percentuale di casi le fantasie vengono comunicate al
partner sessuale ed utilizzate dalla coppia. La maggior
parte degli intervistati dichiara di non aver mai realizzato
concretamente la fantasia (soprattutto quelle che
coinvolgono altre persone oltre la coppia) ma desidererebbe
farlo. Di fatto comunque il desiderio di realizzazione
sembra essere parte integrante della fantasia stessa. Chi
invece ha messo in pratica la propria fantasia raramente
dichiara di non aver apprezzato l'esperienza. Tra chi ha
praticato sesso di gruppo (tre o più persone) soltanto la
metà lo rifarebbe dichiarando comunque l'esperienza
piacevole. Come abbiamo detto la maggior parte delle persone
che ha partecipato al sondaggio dichiara di aver comunicato
la propria fantasia al partner. Altri dati relativi alla
nostra esperienza clinica indicano però che molte persone
hanno difficoltà ad accettare il contenuto di alcune
fantasie del proprio partner soprattutto quando nella
fantasia sono coinvolte altre persone. Alcune persone
pensano infatti che una fantasia erotica sia l'espressione
di un desiderio che si vorrebbe realmente concretizzare.
Così molti uomini ancora temono l'idea che la propria
partner possa fantasticare situazioni orgiastiche o sesso
con altri uomini. In realtà i dati a nostra disposizione
dimostrerebbero che l'intenzione di realizzare la propria
fantasia altro non è che parte della fantasia stessa.
Raggiunto lo scopo per il quale la fantasia è stata prodotta
(desiderio-eccitazione-orgasmo) la stessa fantasia perde, in
quel momento, il suo valore erotico.
Dott.ssa
Emanuela Sabatini
Dott.
Marco Baranello
riferimento bibliografico per citare questa fonte:
Baranello, M., Sabatini, E. (2007)
Fantasie Erotiche. Psicologia dei Comportamenti Sessuali
SRM Psicologia Rivista (www.psyreview.org).
Roma, 24 novembre 2007.
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