Storia della Psicologia Emotocognitiva. La Genesi.


Introduzione. In questo articolo il Dott. Marco Baranello, psicologo e scienziato italiano, fondatore della teoria emotocognitiva, spiega come nascono le prime intuzioni della psicologia emotocognitiva a partire, sia per convergenza che per divergenza, dai classici postulati accademici. Questo articolo è focalizzato esclusivamente sulla genesi del pensiero emotocognitivo di Baranello che iniziava a formarsi durante gli anni dei suoi studi universitari in psicologia. Oggi la psicologia emotocognitiva è in netto contrasto con la maggior parte degli assunti della psicologia simbolista e assolutamente divergente, in ambito clinico-sanitario, con la psicoterapia. Per la psicologia emotocognitiva l’intervento clinico deve basarsi essenzialmenta sulla psicoeducazione per finalità di riabilitazione funzionale. I disturbi vanno corretti, non sono malattie, anzi, la malattia mentale non esisterebbe affatto. La psicologia emotocognitiva focalizza l’attenzione sui processi di organizzazione fisiologica dell’organismo indipendemente dal contenuto simbolico e su sistemi antagonisti (attivatori-inibitori). Gli studi del Dott. Baranello e la sua incessante ricerca-intervento multi-disciplinare, hanno permesso allo scienziato di proporre un paradigma generale sul funzionamento sistemico noto come “teoria emotocognitiva” o “paradigma emotocognitivo”. La psicologia emotocognitiva è quindi divenuta attualmente una branca di applicazione della più ampia e generale teoria emotocognitiva di Baranello. La teoria emotocognitiva è infatti applicabile in più contesti, professioni e discipline e costituisce un modello esplicativo del funzionamento dei sistemi organizzati. Ricordiamo quindi che questo articolo spiega i primi passi, le prime intuzioni di Baranello e permette di cogliere il clima di cambiamento scientifico oggi in atto.

Psicologia del Suicidio. Comprensione e Prevenzione in Psicologia Emotocognitiva


a cura del Dott. Marco Baranello 

Abstract.  Perché si commette suicidio? È possibile creare programmi sociali per prevenirlo? Quali sono i fattori di rischio e come si può realmente agire per riabilitare coloro che hanno pensieri di sucidio, ideazione suicidaria o che hanno tentato o continuano a tentare il suicidio?  In questo articolo, di enorme importanza sociale, il Dott. Baranello, fondatore della teoria emotocognitiva, partendo proprio dai principi di tale nuovo gruppo di conoscenze a acquisizioni in ambito scientifico, ci parlerà di come sia necessario cambiare radicalmente ottica rispetto alle vecchie conoscenze sul funzionamento psicofisiologico dell’organismo umano se si vuole realmente realizzare qualcosa di concreto nella prevenzione del suicidio. Per Baranello la principale forma di cura primaria, quindi di prevenzione, è un’educazione funzionale che sia basata su reali e chiari presupposti scientifici in materia, su nuove scoperte. Per prevenire l’atto del suicidio, oggi, è necessario quindi rivedere i presupposti che hanno fino ad ora condizionato i vecchi programmi preventivi e riabilitativi. Baranello segnala di come, soprattutto mediaticamente, quando si sente parlare di suicidio commesso da una persona in cura per depressione o altre condizioni cosiddette “mentali”, si associ in modo molto superficiale il suicidio a tali disturbi mentre, se la persona era già in cura per la depressione ad esempio, forse avrebbe senso anche pensare che la cura non stesse funzionando ed anche lecito pensare che potrebbe essere la stessa cura ad avere valore patogenetico. Se fosse così avrebbe senso portare avanti cure non realmente efficaci se non gravemente patogene? Quando una cura non risulta efficace, sostiene Baranello, forse è perché si basa su teorie non del tutto esatte se non errate. La teoria è la premessa che permette di costruire gli interventi, una teoria non adeguata porterà come conseguenza un intervento altrettanto inadeguato. Il vero grande ostacolo al cambiamento, all’innovazione scientifica in grado di aiutare a risolvere molte questioni ancore irrisolte, arriva sempre da chi, nelle classiche sfere di potere accademico dominante, vede nell’innovazione la minaccia al proprio potere. Attraverso il braccio “armato” di chi ha potere decisionale e sanzionatorio, tali sfere di potere, cercano di annullare l’innovazione perché metterebbe in pericolo il loro stesso potere, il loro business, anche se l’innovazione potrebbe salvare vite umane. In questo articolo si prende una chiara posizione rispetto al tema del suicidio, alla sua prevenzione sociale e alla possibilità di riabilitazione di chi è afflitto da pensieri ed ideazione suicidaria. Stiamo permettendo alle istituzioni di essere nella posizione di poter scegliere, se continuare a sostenere vecchie concezioni oppure iniziare ad integrare l’innovazione proposta. L’obiettivo di questo lavoro è fornire una conoscenza in più nella letteratura scientifica sul suicidio.

Leggi il Resto »

Sulla Scienza e la Libertà di Scelta


a cura del Dott. Marco Baranello
 

L’essere umano, allo “stato evolutivo” attuale (adottando una visione evoluzionistica) codifica la realtà basandosi sulla propria capacità di “osservazione” che potrebbe, quindi, non coincidere con una verità assoluta ma sempre relativa all’osservatore, anche quando l’osservatore si avvale di strumenti in grado di trasformare il “non percepibile” in “rappresentazioni” quindi in “oggetti” su cui può più o meno intervenire. Il cannocchiale, il microscopio, la matematica, la scienza, l’arte, la conoscenza sono tutti strumenti, conoscitivi e tecnologici, che hanno permesso all’essere umano di vedere oltre il “biologicamente” osservabile, sono tutti strumenti estensori delle capacità percettive umane, sono tutti strumenti che trasformano “l’invisibile” in “visibile” rispetto alle capacità umane di osservazione. L’essere umano quindi “osserva” e, in base ai propri strumenti, definisce dei sistemi di riferimento. Leggi il Resto »

Psicologia emotocognitiva nella cura degli Attacchi di Panico


a cura del Dott. Marco Baranello
 

Abstract. In questo articolo il Dott. Baranello, psicologo e scienziato italiano, fondatore delle teorie emotocognitive, fornisce una descrizione di nuove possibilità di trattamento psicologico puro per la terapia di riabilitazione in caso di disturbo da attacchi di panico, basata sulle teorie emotocognitive applicate alla clinica psicologica. Baranello spiega che l’attacco di panico non va considerato una malattia in quanto rappresenta una funzione fisiologica dell’organismo che, se inibita, porta alla genesi del disturbo.
I dati sulle evidenze cliniche basate sulle prove di efficacia raccolte durante gli anni di attività clinica dei centri di psicologia emotocognitiva sembrano dimostrare l’efficacia in termini predittivi delle cure di riabilitazione psicologica ad orientamento emotocognitivo per la remissione dei sintomi del panico, senza ricorso a psicofarmaci e senza psicoterapia. Leggi il Resto »

Psicologia Emotocognitiva e Depressione nel Post-Partum


a cura del Dott. Marco Baranello
 

Abstract. In questo articolo, ricco di nuove nozioni emotocognitive, il Dott. Baranello, psicologo e scienziato italiano, fondatore del paradigma emotocognitivo e della psicologia emotocognitiva, spiega come i fenomeni depressivi nel post-partum (la cosiddetta depressione post-partum) siano meglio concepibili seguendo lo schema del loop disfunzionale senza creare, ad esempio, false associazioni tra disturbo depressivo nel post-partum e fenomeni antisociali come l’infanticidio. Per Baranello le cause di ogni disturbo psicofisiologico sono simultanee all’effetto e in campo psicologico è necessario cambiare completamente ottica rispetto a vecchie concezioni di tipo simbolico, anzi, ogni disturbo avrebbe alla sua base sempre una sola causa che non va però rintracciata nel passato o in dinamiche simboliche. Leggi il Resto »